Evoluzione della salsa__
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Cenni storici
STORIA DEL MAMBO O SALSA NEW YORK STYLE
Il mambo a CUBA e' quello dei coreografi delle riviste dello
spettacolo,come il Tropicana, costruite sulle musiche di Prado,ci
si muove sull' uno musicale,in gruppo o da soli.
I passi sono quelli classici che vediamo in tv,o nei vecchi
film,e comunque una versione costruita per coreografia e non
si balla in coppia,anche perche' come diceva Tito Puente,la
musica di Prado era difficilmente ballabile in coppia,ed era
piu' adatta ad uno stile "single".
A Cuba il Mambo non prese molto proprio perche' oltre ad essere
boicottato era molto distante dagli altri stili, molto veloce
e di difficile interpretazione, tanto che, appena apparve
nel 1951 il Cha Cha Cha di Enrique Jorrin, che era di piu'
facile interpretazione rispetto al Mambo, prese immediatamente
il cuore dei Cubani. (el Cha Cha Cha... un baile sin igual.)
Attraverso il Messico,che decreta a Prado un immenso successo,il
Mambo arriva subito ad Hollywood, dove gli studios ne intuiscono
le potenzialita' e cominciano a produrre film a catena diffondendolo
in questo modo,in tutto il mondo.
La vera rivoluzione arrivera' dai musicisti Cubani che vivevano
a NEW YORK: Machito Frank Grillo (il nonno era italiano),
Mauro Bauzà e Chano Pozo, inventano il CUBOP.
conosciuto successivamente anche come Latin Jazz,sopratutto
da quando si cominciarono ad utilizzare altri ritmi come il
tango, la samba o la bossa nova, e l'incontro tra il jazz
Bebop di Dizzie Gillespie, con il Mambo e la Rumba, dei mitici
Afrocubans.
Il Mambo appare come forma di ballo per la prima volta in
U.S.A. al New York Plaza Ballroom, in Harlem. Successivamente
viene presentato agli studio dances, resort hotel e ai Nights
Club della grande mela e di Miami, dove riscuote enormi consensi.
A partire dal 1947 a New York al mitico Palladium e in altri
locali (vedi: Tropicana, Abelmarle Towers, Basin Street East,
Riverside Plaza,Chez Jose, Delira, Hunts Point Palace,Colgate
Gardens,China doll,Conga,Havana Madrid,Birdland) i Mambonicks,come
venivano chiamati
i fans del mambo,decretarono il successo di questo ritmo.
Si arriva negli anni 50 e il Mambo ovviamente cambia, sempre
piu' jazzato e sofisticato, grazie anche all'arrivo di 2 nuove
fantastiche orchestre che si aggiungono a quella di Machito:Tito
Puente(nato a New York da genitori Portoricani) e Tito Rodriguez,
anch'esso nativo di Puerto Rico.
Il nuovo sound conquista tutti i migliori ballerini : cubani,portoricani,italiani
e judios della grande mela.... Il ballo cambia diventando
piu' dinamico grazie alle innovazioni di ballerini che praticavano
anche altre forme di ballo come il tap,il balletto o la danza
moderna come Lenny Dale, Augie e Margo, Papo Conga, June LaBerta
o l'italiano Killer Joe Piro o del Portoricano Louie Maquina(chiamato
cosi' per la velocita' delle gambe durante l'esecuzione di
pasitos di Bomba)o dei
grandi Cuban Pete e Millie Donay,Andrew Jarrick and Charlie(Cha-Cha
Aces)e i Mambo Legends Freddy Rios e Mike Ramos o i Mambo
aces di Hannibal Vasquez.
Questo nuovo stile viene chiamato PALLADIUM STYLE ,dal nome
del locale dove si esibivano le migliori orchestre e i migliori
ballerini.
Arrivano gli anni 70 e dopo l'oblio della musica latina dei
60,dovuta al boom del rock, la SALSA riporta l'attenzione
sui balli latini,e in particolare il Mambo sopratutto negli
U.S.A.,viene riutilizzato per ballare sui veloci ritmi di
Son montuno-Mambo, tipica fusione musicale
usata da Eddie Palmieri ed altri artisti dell'epoca, in pratica
il ritmo portante della maggioranza dei brani di Salsa,ancora
oggi. Il ballo comunque si adegua ai tempi e cominciano a
vedersi passi di
danza Jazz e Contemporanea,grazie anche all'interscambio con
i vicini ballerini di Broadway,come Jojo Smith,inoltre si
aggiungono le figure prese dall' HUSTLE,uno stile di ballo
nato nello stesso periodo della Salsa(intorno al 72)per ballare
la disco funky e da cui derivera' alla fine dei decennio il
Latin Hustle.
Molto usata nella Salsa anni 70 anche la formula musicale
di unire il ritmo di son-montuno con il Guaguanco, cosi' nel
ballo si cominciarono a mischiare le tipiche movenze della
Rumba con quelle del Mambo. Da questo momento si puo' cominciare
a parlare di Salsa Mambo,anche nel
modo di ballare,in quanto il pezzo poteva passare da un intro
di Rumba a Bomba,per finire in Son Montuno,e il bravo ballerino
sottolineava i cambi di stili con il relativo modo di ballare,mantenendo
pero' le linee di guida del Mambo.
Si arriva agli anni 80 e il Mambo rinasce grazie alla MAMBO
SOCIETY,una associazione di appassionati ballerini come Angel
& Addie Rodriguez' del Razz m'tazz studios,Jimmy Anton,
Nydia Ocasio,il David Melendez' Starlight Studios, etc, che
trovera' in EDDIE TORRES,il
nuovo profeta...the Mambo King. Eddie scrive un proprio metodo
didattico e mette i nomi a tutti i
passi e alle figure,e lui che ha inventato nomi come Cross
body lead ,fan,etc,divenuti ormai uno standard in tutto il
mondo. Adrienne Tripp suggerisce il nome a Eddie Torres e
nasce il MODERN
MAMBO.
Il suo successo arriva grazie a Tito Puente,che lo aiuta ad
andare avanti anche quando la proposta di eseguire balletti
di salsa durante i concerti al Madison Square Garden, viene
scartata dal Boss della
R.M.M Ralph Mercado. Tito insiste e lo chiama a utilizzare
una delle sue coreografie sul brano "Palladium Days"
durante un concerto per la R.M.M. , e' un grandissimo successo,una
standing ovation con la gente in piedi impazzita,ad applaudire.
Da quel giorno in tutti i video e concerti Prodotti da R.Mercado
appariranno i ballerini della Mambo society. Parlando di Eddie
Torres,in lui confluiscono molti stili:i musical di Broadway,la
danza africana e il flamenco, vengono fusi da Eddie, nella
sua particolare ricetta di "Salsa" , in particolare
i movimenti e le espressioni Jazz di Jojo Smith un ballerino
di Broadway che fondeva la danza jazz con il mambo negli anni
70,lo stile cubano di Freddy Ryos dei Mambo legend e quello
dei pasitos di louie Maquina sono tra le sue
maggiori influenze.
In america il ballo viene comunque chiamato dalla massa semplicemente
Salsa Mambo,mentre i ballerini piu' informati differenziano
il Modern Mambo in Break on Two e Club Style che e' lo stile
personale di Torres e che prevede la partenza per l'uomo con
il 2 indietro. Esistono comunque anche altre versioni,come
quella della scuola Razz M'tazz.
Nel Modern mambo ci sono moltissime figure rispetto al Palladium
style e se prima l'uomo e la donna si trovavano sempre di
fronte,con poco lavoro di coppia,a partire dagli anni 70,grazie
all'introduzione dell'Hustle,le coppie diventano protagoniste
con velocissive Vuelte e figure dinamiche
TERMINO' LA POLEMICA SOPRA LA SALSA?
di Leonardo Acosta
Fin dai suoi inizi e per più di due decadi la musica che conosciamo
come Salsa non termina di suscitare polemiche, tanto a New
York come a L'Avana, a Caracas, Calì o San Juan. I principali
punti dibattuti sono stati: Esiste realmente la Salsa come
una musica originale?
Si tratta di un genere, di uno stile,
di una corrente o appena di un modo di suonarla? Possiede
elementi originali o è una mera copia della musica cubana
degli anni 40 e 50 ed in particolar modo del Son? Se è qualcosa
di più di una moda o un etichetta commerciale quali sono i
suoi contributi e quali le sue differenze con la musica cubana
anteriore? Infine non poteva mancare la discussione sul come
e quando fu creato il termine Salsa che sappiamo si impose
internazionalmente. La stessa genesi della Salsa fu problematica.
Oggi nessuno può ignorare che i suoi principali propulsori
furono musicisti portoricani residenti o nati a New York.
Già dagli anni 40 e 50 i portoricani brillarono sulla scena
musicale newyorchese; basti ricordare che delle tre orchestre
che sconvolsero il Palladium, la Mecca della musica afrocubana
e del Mambo, due erano dirette da portoricani: i compianti
Tito Puente ed Tito Rodriguez. La terza fu quella di Machito
y sus Afrocubanos, che senza dubbio fu la più importante e
quella che tracciò il solco della musica afrocaraibica della
sua epoca. Se a questo aggiungiamo la presenza di altri grandissimi
musicisti e cantanti cubani negli Stati Uniti, possiamo spiegarci
il perchè del successo della nostra musica tra gli hispanoamericani
e nel pubblico nero e bianco di New York e di tutti gli States.
A parte Machito (Frank Grillo) e sua sorella Graciela c'erano
l'imprenscindibile Mario Bauzà, Miguelito Valdes, Arsenio
Rodrigues, Chano Pozo, Chico O' Farrill, Anselmo Sacasas,
Renè Hernandez, Candido Camero, Vicentico Valdes, Armando
Peraza, Gilberto Valdes, Chocolate Armenteros, Mongo Santamaria,
Marcelino Guerra, Chombo Silva, più quelli che arrivarono
alla fine degli anni 50 come Israel Cachao Lopez o Josè Fajardo.
Se a questo aggiungiamo il peso delle registrazioni di autentiche
leggende come Benny Morè o l'orchestra Aragon si può comprendere
perchè portoricani e newyorchesi si dedicarono alla musica
cubana più che alla propria; si dovette aspettare Ismael Rivera
e Rafael Cortijo per rivolgere un po' d'attenzione alla Bomba
ed alla Plena.
Nella decade del 60 i ritmi cubani ed i suoi interpreti passarono
in secondo piano principalmente per due motivi: la rottura
delle relazioni tra Stati Uniti e Cuba che impedì la libera
circolazione dei musicisti cubani, e l'invasione del rock
britannico che catturò l'attenzione del pubblico giovane in
tutto il mondo spiazzando anche altre musiche afroamericane
come il Jazz e persino il Rhythm & Blues che fu quello
che generò il Rock and Roll negli anni 50 e nutrì il rock
degli anni 60.
I ritmi cubani non arrivarono più a
New York ed il successo della Bossa Nova brasiliana e della
Pachanga risultarono effimeri a fronte dell'incontenibile
marea rockera. D'altra parte negli Stati Uniti non si parlò
mai di "musica popolare cubana " ma di Mambo o Cha
Cha Cha. Nulla sembrava nascere per rimpiazzarli. In quella
situazione molti musicisti di talento di New York (principale
centro di diffusione della musica cubana nel mondo) raccoglievano
il testimone: si chiamavano Johnny Colon, Hector Rivera, Joe
Cuba, i fratelli Charlie ed Edddie Palmieri, Joe Bataan, Ray
Barreto, Willie Bobo, Bobby Marin, King Nando, Ralfi Pagan,
Larry Harlow...
In quegli anni nacque un nuovo ballo
tra i neri nordamericani: il Boogaloo che ispirò i latini
a creare quella fusione che si chiamò Latin Boogaloo. Tra
i cultori della nuova onda c' erano Richie Ray, Johnny Colon,
i fratelli Lebron, Joey Pastrana, Pete Rodriguez, Willie Colon,
Ray Barreto,ed il sestetto di Joe Cuba con Jimmy Sabater e
Cheo Feliciano. Alcuni di loro cantavano in inglese e spagnolo
e riuscirono ad abbattere le frontiere tra i due distinti
tipi di pubblico: cominciarono nel 1967 ad attirare gli afroamericani
poichè nel mezzo delle loro lotte per i diritti civili esprimevano
solidarietà alla loro causa; per poi imporsi su scala nazionale
fino ad arrivare con Joe Cuba nella lista delle hit parade.
Così come segnalato da Cesar Miguel
Rondon (Il libro della Salsa, 1980) il successo immediato
del Boogaloo e delle descargas improvvisate, sulle orme della
lezione di Cachao, contribuirono a marginalizzare ancor più
le big band degli anni 50 ed i generi tradizionali cubani.
La reazione non si fece attendere e alcuni dei mostri sacri
come Tito Puente, insieme ai Dj's e agli impresari, si unirono
contro il Boogaloo, che dopo poco passò a miglior vita.
Poco dopo alla fine degli anni 60 ed
all' inizio dei 70 comincia ad farsi spazio con cambi di ritmo,
orchestrazione ed interpretazione quello che in seguito venne
definito Salsa. I critici Charley Gerard e Marty Sheller nel
1989 affermarono: "... la Salsa sorse nella palestra
degli attuali studi di registrazione ... La Salsa fu indiscutibilmente
il primo stile di musica latina nel quale i processi produttivi
rivestirono un importanza fondamentale. La Salsa fu ricevuta
con un interesse enorme grazie alla promozione che gli diedero
coloro i quali avevano un interesse economico nella sua riuscita
... In gran parte la Salsa si convertì in una invenzione della
Fania Records".
Alla fine degli anni 60 la Fania cominciò
a distribuire dischi con la propria etichetta ed anche di
piccole compagnie indipendenti di musica latina. La Fania
era interessata a controllare la direzione del mercato discografico
della musica che aiutò a popolarizzare ed a distribuire con
tanto successo nel mondo. A seguito di questa tendenza la
Fania si impegnò a persuadere gli artisti che non si allontanassero
dal suono caratteristico che gli aveva fatti conoscere. Se
qui si insiste in queste spiegazioni commerciali è perchè
la Fania, tra alti e bassi, certezze ed errori, promosse sotto
la direzione di Johnny Pacheco, l' auge della charanga cubana
a New York (che già aveva iniziato Palmieri), e che in generale
si qualificò "tendenza matancerizzante" e che alla
larga perse la sua egemonia ponendo ostacoli ed impedendo
lo sviluppo a tendenze più progressiste nella Salsa.
LA REAZIONE CUBANA DI FRONTE ALLA SALSA
Forse con eccessiva veemenza i cubani
rifiutarono la Salsa fin dal momento in cui si creò la parola:
è curioso constatare che ci fu identità di vedute tra i cubani
di New York e quelli dell'isola. Mario Bauzà, Machito, Cachao
negarono che la Salsa fosse altra cosa che la stessa musica
suonata da loro negli anni 40. Tito Puente, totalmente identificato
con la musica cubana della fruttifera era del Mambo, del Cha
Cha Cha e dell' Afrocuban Jazz non si stancava di ripetere
che l'unica Salsa che conosceva era quella di pomodoro. A
Cuba non solo i musicisti ma anche giornalisti, musicologi
e tutti gli apparati preposti alla diffusione della musica
si schierarono contro la Salsa. Ci fu un momento in cui sembrò
installarsi una velata proibizione verso la Salsa. Illustri
musicisti come Enrique Jorrin, Antonio Arcano, Rafael Lay,
Rosendo Ruiz Quevedo, Richard Egues ed altri rifiutarono la
Salsa con modi simili a quelli attuati dai loro colleghi di
New York. Fu quasi un problema di onore nazionale. Non mancò
chi credette ad un problema generazionale però non c'è alcun
dubbio che questa reazione contro la Salsa nasceva da una
lamentevole realtà: le imitazioni ed i plagi di stili e brani
cubani da parte di alcuni musicisti privi di scrupoli che
colpiva direttamente i cubani; che oltretutto non potevano
reclamare legalmente per questi abusi.
D'altra parte nasceva una Salsa "politica" con Ruben
Blades e Willie Colon che fu accettata a Cuba senza riserve.
Poi l'embargo contro Cuba ed in concreto contro i musicisti
cubani, entrò nel 1978 in una fase di distensione. La CBS
registrò un disco e sponsorizzò una tournèe di Irakere negli
Stati Uniti, così come la loro partecipazione al Festival
di Newport e propiziò l'incontro Cuba - Usa nel teatro Karl
Marx, dove per un paradosso suonò anche la Fania All Stars.
L'assenza di promozione da parte cubana si sommò alla barriera
di silenzio già esistente e la presenza delle stelle della
Fania passò quasi inavvertita con l'eccezione di alcuni musicisti
che strinsero amicizia con i "salseros". Non ci
fu nemmeno lo spazio per la disputa che invece occorse con
l' infortunio della visita di Oscar De Leon che significò
un vero terremoto nella politica di diffusione della musica.
Nella decada degli anni 80 il panorama salsero decadde negli
Stati Uniti; l'impero della Fania si sfasciò ed alcuni critici
vaticinarono la fine della Salsa. Era sopraggiunto il regno
dei cantautori e divi di questa musica zuccherata e commerciale
battezzata dalla critica nordamericana "spanish - pop";
una sorta di imitazione servile del peggior pop anglosassone.
Alcuni salseros cercarono di rispondere con la "salsa
erotica", un altra etichetta pubblicitaria che non raggiunse
un grande successo. In cambio in Venezuela, Colombia e Portorico
la Salsa ed i ritmi caraibici mantenevano la loro popolarità
grazie ad orchestre di autentico valore. Nel frattempo a Cuba
la musica ballabile era in agonia, colpita da una paralisi
senza precedenti nella nostra storia che inziò nel 1968-70
quando la gioventù solo sembrava interessarsi alla Nueva Trova
o l' Heavy Metal ed altre varianti del Rock. Che si trattasse
di una situazione artificiale lo dimostrò la televisione nel
1979 con un programma dal titolo "Para bailar" che
evidenziò l'interesse dei giovani per i nostri ritmi ballabili.
Così fu dimostrato che che i giovani cubani si erano allontanati
dalla loro musica semplicemente perchè non esistevano locali
per ballare, così come le orchestre non sapevano dove suonare.
Quasi impercettibilmente si crearono le condizioni affinchè
negli anni 80 si potesse annunciare nuovamente una vera esplosione
di orchestre di musica cubana ballabile. Queste orchestre
seppero approfittare di tutti gli spazi che che si aprirono
in quegli anni. Tra questi possiamo citare:
1) la celebrazione dei festival Jazz
Plaza nei quali dimostrarono la loro forza e si fecero conoscere
gruppi che in seguito sarebbero passati dal Jazz alla musica
ballabile
2) la creazione di locali e spazi per
il ballo
3) la rinascita del turismo internazionale
4) la creazione di programmi televisivi
come "Mi Salsa"
5) L'apertura verso l'esterno che ha
permesso ai nostri gruppi tournèe In America, Europa e Giappone
6) il crescente interesse delle case
discografiche e della radio di diversi paesi per diffondere
la nostra nuova musica; con il risultato che alcune nostre
orchestre scalarono la vetta della popolarità persino a New
York
7) il rinascimento internazionale della
Salsa e la musica afrocubana che ha guadagnato adepti nei
paesi Scandinavi, Spagna, Svizzera, Olanda e Giappone, superando
l'impasse degli anni 80.
COMPONENTI ED INNOVAZIONI NELLA SALSA
Fino ad ora abbiamo sostenuto il tema
centrale: il dibattito nato attorno alla Salsa e gli argomenti
espressi al riguardo.
La Salsa in realtà non è altra cosa che l'amalgama dei ritmi
afrocubani tradizionali? In questo senso la polemica può terminare
quì poichè quasi tutti i "Salseros" ammettono che
la base di questa musica è il Son cubano ed altri ingredienti
importanti come il Guaguancò, il Mambo, il Cha Cha Cha, anche
essi cubani. In quanto ad altri ritmi afrocaraibici è certo
che alcuni musicisti hanno raggiunto empiricamente eccellenti
risultati di fusione con la Plena e la Bomba, con il Merengue,
la Cumbia ed il Joropo. Però si tratta di casi isolati e non
della norma e risulta difficile parlare di un genere che non
sia cubano e formi parte integrale della Salsa. Dirò di più:
il recente successo del Merengue ha reso più profondo il solco
tra questo e la Salsa ed entrambi enfatizzano le differenze
in modo esagerato e quasi bellicoso (con l'unica eccezione
di Juan Luis Guerra y sus 440).
Le innovazioni salsere devono essere
cercate da un altra parte.
Nei momenti in cui si era salseri o
antisalseri, vale a dire nel momento della stupidità, il maestro
Armando Romeu illustrò in vari incontri magistrali le principali
differenze tra la Salsa e la musica che si suonava a Cuba:
con una semplice equazione di primo grado spiegò la differenza
nel piano timbrico ed orchestrale; lì si erano cambiate e
modernizzate le sezioni dei fiati mantenendo il ritmo tradizionale;
quì si era fatto il contrario introducendo l'elettronica nel
basso e nella tastiera. Venti anni più tardi possiamo dire
che in generale le differenze sono nella maniera di suonare
e di combinare gli strumenti a percussione, nei montuno del
piano, nel basso, negli arrangiamenti ed i formati orchestrali,
nelle voci (inflessioni vocali, improvvisazione e cori), nei
movimenti scenici e nei testi cantati. E' un fatto noto che
i salseri riflettono nei loro testi la vita quotidiana e la
lotta della minoranza hispanoamericana più o meno emarginata
a New York e nelle altre grandi città degli Stati Uniti e
dei Caraibi. Il fatto che ci siano delle caratteristiche proprie
nei testi di un genere o stile di musica popolare è importante
poichè fu così anche per la Guaracha, il Guaguancò, il Tango,
la Ranchera, il Blues, il bolero, e più recentemente per la
Nueva Trova. In quanto a parametri esclusivamente musicali
abbiamo segnalato gli arrangiamenti e formati orchestrali
con una preminenza del trombone nei fiati, il quale proviene
da una tradizione portoricana che passa direttamente da Mon
Rivera a Willie Colon e si impone oggi a Cuba. Un altro esempio
sarebbe il contrabasso che a New York e nel mondo salsero
segue la linea stabilita da Cachao, Julio Andino e Bobby Rodriguez,
mentre a Cuba si impose il basso elettrico. Andy Gonzales
si lamenta con ragione di questo cambio con il quale si perde
la profondità e lo swing che apporta il contrabasso acustico
alla sezione ritmica afrocubana ed al jazz. Andy che ha visitato
Cuba attribuisce questa perdita al fatto che nell'isola non
potè entrare il baby-bass, prodotto unicamente dalla Ampeg
statunitense, Uno strumento, il baby-bass che possiede i vantaggi
della amplificazione elettronica senza perdere la qualità
del suono del contrabasso (Larry Birnbaum, 1992).
In quanto ai cantanti, ascoltando alcuni
salseri si sente un influenza plenera ed altre influenze di
altre tradizioni vocali dei Caraibi.
Su questa strada con un attenta analisi
di una discografia selezionata potremmo giungere ad elencare
una serie di innovazioni di questa musica alla tradizione
afrocubana ed afroantillana. Basti per ora segnalare che grazie
alla attualizzazione o reinterpretazione della nostra musica
ad opera dei "newyoricans" ed altri caraibici, questa
continuò a diffondersi nel mondo durante tre decadi di isolamento
della musica cubana. Attualmente stiamo accorgendoci che questo
fu positivo. Per fortuna, senza perdere le nostre proprie
caratteristiche ed il nostro spirito innovatore a Cuba abbiamo
accettato la Salsa come parte di un eredità comune smettendo
di vederla come un alieno da combattere.
Tuttavia non crediamo possa terminare
la polemica sopra un fenomeno le cui stesse radici nascono
in una zona contesa come è dimostrato dalla polemica su chi
inventò o spinse il termine Salsa.
Un altro motivo da dibattere e su cui
scrivere.
di Leonardo Acosta
Leonardo Acosta nato a L'Avana nel 1933.
Durante gli anni 50 suona il sassofono nelle orchestre di
Armando Romeu, Julio Gutierrez e Benny Morè. Nel 1958 partecipa
alla creazione del Club Cubano del Jazz che invita a Cuba
i più grandi jazzisti statunitensi. Dagli anni 60 si consacra
essenzialmente al giornalismo e alla scrittura e sostiene
regolarmente conferenze negli Stati Uniti e in America Latina.
Ha scritto una dozzina di libri di letteratura e musica tra
i quali spiccano "Musica y decolonizacion" e "Del
tambor al synthetizador" e di una storia del Jazz a Cuba.