Un piccolo Parco dell'Acqua, della Natura e dell'Energia. Le immagini «dopo» sono ipotesi di progetto, non lavori eseguiti.
Riportare alla luce un luogo che esiste già
Sulla Roggia Carrera, con accesso da via Salvini, resta in piedi l'ultima testimonianza di un vecchio mulino ad acqua già presente nelle carte storiche dell'Ottocento. Oggi è degradato e quasi nascosto dalla vegetazione, ma conserva la ruota, le opere idrauliche in pietra e il rapporto diretto con l'acqua.
La proposta dell'Arch. Domenico De Simone non è una semplice sistemazione a verde: mette in relazione il mulino, l'acqua, la vegetazione, il paesaggio e la produzione sostenibile di energia, per restituire questo luogo alla collettività e alle nuove generazioni.
Non costruire un nuovo luogo, ma riportare alla luce quello che già esiste.
Premessa storica
Il mulino nella storia del luogo
Una presenza legata alla Roggia Carrera e alla Cascina Nuova. La documentazione cartografica e aerofotogrammetrica permette di ricostruire, per tappe, come il manufatto è cambiato e perché oggi merita di essere tutelato.
Trezzano sul Naviglio
Accesso da via Salvini, tra i civici 11 e 13.
Il manufatto si colloca a cavallo della storica Roggia Carrera, l'elemento idraulico che ne ha determinato origine e funzione.
Identificazione catastale: Foglio 21 · sub. 313
Vecchio mulino
Ultima testimonianza storica di un vecchio mulino ad acqua, già presente nelle carte storiche ottocentesche.
1897
Il mulino nel Catasto Terreni del Regno d'Italia
La cartografia storica individua la Cascina Nuova e il sistema dei corsi d'acqua. Nel dettaglio è leggibile il corpo edilizio posto in corrispondenza della roggia, testimonianza del complesso molitorio già alla fine dell'Ottocento. È il primo riferimento della sequenza storica ricostruita.
Il Catasto documenta il sistema territoriale della Cascina Nuova e delle rogge.Dettaglio: il corpo edilizio sulla roggia.
1954–1975
La permanenza del complesso rurale
Le ortofoto del secondo dopoguerra mostrano la permanenza dell'impianto della Cascina Nuova e dei fabbricati rurali. Il mulino continua a essere leggibile in un paesaggio ancora prevalentemente agricolo.
19541975
1998–2003
Il complesso prima delle grandi trasformazioni
Alla fine degli anni Novanta e nei primi anni Duemila la struttura della cascina è ancora riconoscibile. Le immagini documentano la fase immediatamente precedente alle demolizioni e alla trasformazione urbanistica dell'area.
19982003
2007
La demolizione della cascina e la sopravvivenza del mulino
Nel 2007 risultano demoliti diversi edifici rurali della Cascina Nuova. Il corpo del vecchio mulino viene in larga parte raso al suolo, mentre resta in piedi la porzione a cavallo della Roggia Carrera, con la ruota e le opere idrauliche. Nell'ortofoto è ancora percepibile una porzione della falda di copertura.
2007
2012–2015
Le ultime tracce della struttura originaria
Nel 2015 risultano ancora visibili elementi della struttura lignea portante della copertura, oggi non più presenti. La sequenza fotografica documenta una perdita progressiva di parti materiali del manufatto, e rafforza l'esigenza di tutelare quelle che restano.
20122015
2015: dettaglio delle strutture superstiti
Struttura lignea. Senza il manto di copertura, le travi in legno ancora presenti nel 2015 sono ben visibili.
Opere idrauliche in pietra. Nel tratto a cavallo della roggia sono leggibili le opere murarie storiche che organizzano il passaggio dell'acqua.
Tre canali. L'opera idraulica si articola in tre canali affiancati.
Ruota del mulino. È visibile anche la ruota, apparentemente integra.
2018–2021
Il manufatto superstite nel nuovo tessuto urbano
Completata la trasformazione dell'intorno, il vecchio mulino rimane come frammento storico isolato ma ancora strettamente legato alla Roggia Carrera. Proprio la sua sopravvivenza gli dà oggi un particolare valore testimoniale della storia produttiva, agricola e idraulica locale.
2018–192021
Perché conta
Il luogo: un patrimonio nascosto
Memoria storica
Il manufatto conserva la leggibilità dell'antico sistema molitorio e del rapporto diretto tra edificio e acqua.
Paesaggio d'acqua
Canali, opere murarie e ruota costituiscono un insieme unitario da recuperare senza cancellarne le tracce.
Vegetazione consolidata
La crescita spontanea ha generato un piccolo ambiente ripariale che oggi fa parte dell'identità del luogo.
Potenziale pubblico
Il recupero può restituire alla comunità uno spazio didattico, naturalistico e culturale oggi poco accessibile.
Ipotesi di progetto
Dallo stato attuale a un sistema unitario
Il progetto ricompone mulino, percorso, vegetazione e spazi aperti senza trasformare l'area in un giardino urbano convenzionale. Trascina il cursore su ogni immagine per confrontare lo stato attuale con l'ipotesi.
Stato attualeIpotesi‹›
Recupero architettonico del manufatto
Conservare la materia storica, ricostruire la copertura lignea e rendere nuovamente leggibili le aperture ad arco e gli elementi in laterizio. Le aperture inferiori interessate dal passaggio dell'acqua vanno conservate e valorizzate, perché il rapporto tra edificio e sistema idraulico resti immediatamente percepibile.
PrimaDopo‹›
Criteri di intervento
Copertura lignea. Ricostruzione coerente con la tipologia originaria, previa verifica strutturale e documentale.
Murature storiche. Conservazione e consolidamento delle parti autentiche; laterizio a vista dove significativo.
Finiture. Intonaco nella tonalità tradizionale «Giallo Milano», da definire con campionature e verifiche autorizzative.
Serramenti. Portone e due finestre ad arco ricostruiti in legno o in materiali più durevoli con finitura effetto legno, con disegno compatibile con il carattere storico.
La ruota: conservazione, ricostruzione e funzione
La ricostruzione della ruota recupera il valore figurativo e testimoniale del mulino e, dove tecnicamente possibile e compatibile con le caratteristiche idrauliche della roggia, anche la sua funzione dinamica.
EsistenteRuota esistenteIpotesiIpotesi di recuperoVista internaVista interna
Stato attualeIpotesi‹›
Scatto 1 · ambiente interno e ruota
Stato attualeIpotesi‹›
Scatto 2 · ruota idraulica e canale di adduzione
Il valore naturalistico dell'area
La vegetazione non è un semplice elemento di contorno: è parte del carattere paesaggistico e ambientale del sito, e uno dei principali valori da preservare. Per questo si evita di trasformare l'ambito in un giardino urbano convenzionale.
Ricognizione preliminare
Da una prima ricognizione visiva e fotografica risultano formazioni riconducibili, tra le altre, a liriodendro, fico, Pyracantha, edera, rovi, canna comune e nuclei di bambù, oltre alla vegetazione tipica degli ambienti umidi. Le specie indicate sono da verificare con un censimento botanico e dendrologico in fase progettuale.
Obiettivo
Conservare gli esemplari di pregio, curare le alberature esistenti e contenere in modo selettivo le specie troppo espansive (canna e bambù in particolare) dove interferiscono con il corso d'acqua, le murature, i percorsi o le essenze di maggior interesse. La vegetazione può diventare parte del percorso didattico, con piccoli cartelli che riportano nome comune e scientifico.
Il percorso naturalistico lungo l'acqua
Un percorso pedonale semplice e permeabile alla percezione del paesaggio, con pavimentazione in lastre di beola grigia limitata ai tratti necessari e posata con discrezione, riducendo per quanto possibile l'impermeabilizzazione.
OggiProposta‹›
Sicurezza: ricostruzione e ampliamento dello steccato
Ricostruzione dei tratti deteriorati dello steccato esistente.
Prolungamento della protezione laterale lungo i tratti oggi privi di adeguata separazione dal corso d'acqua.
Materiali durevoli, preferibilmente lignei o con finitura coerente con il carattere naturalistico.
Verifica di altezze, resistenza e dettagli costruttivi in fase di progetto esecutivo.
L'orto didattico: un laboratorio all'aperto
Una parte dell'area può ospitare un orto pensato soprattutto per le scuole del territorio, dove i bambini conoscano direttamente il ciclo delle stagioni, la coltivazione degli ortaggi, il ruolo dell'acqua, la biodiversità e l'impollinazione. Stagioni, coltivazione, biodiversità, impollinazione, uso responsabile dell'acqua.
Area oggiIpotesi didattica
Acqua ed energia: recuperare la funzione originaria
OggiIpotesi‹›
Un sistema dimostrativo
Nei periodi di adeguata disponibilità idrica la ruota potrebbe tornare a muoversi e, previa verifica tecnica, autorizzativa e della portata disponibile, essere collegata a un piccolo sistema di generazione elettrica.
L'energia prodotta servirebbe l'area stessa: illuminazione dei percorsi, irrigazione dell'orto didattico, piccoli servizi per le attività educative.
Il valore principale è anche didattico: rendere visibile il passaggio dall'energia dell'acqua al lavoro meccanico e all'energia elettrica.
Fotovoltaico e illuminazione discreta
Fotovoltaico. Pannelli integrati sulle due falde, subordinati alle verifiche paesaggistiche e autorizzative.
Basso consumo. LED a ridotto assorbimento per i percorsi e i punti di interesse; segnapasso a bassa intensità e pochi apparecchi puntuali sulla facciata.
Luce controllata. Niente sovrailluminazione e nessuna dispersione verso vegetazione e cielo.
Gestione. Riduzione o spegnimento nelle ore di minore utilizzo.
Un percorso educativo integrato
La visita racconta in sequenza il rapporto tra natura, storia, tecnologia e sostenibilità: il recupero di un manufatto storico diventa l'occasione per parlare di biodiversità, energia rinnovabile e uso responsabile dell'acqua.
Vegetazione
Corso d'acqua
Mulino
Ruota
Energia
Orto
Passi successivi
Approfondimenti necessari prima del progetto esecutivo
Quella presentata è una proposta preliminare: tutte le ipotesi vanno verificate da studi e autorizzazioni.
Rilievo e diagnosticaRilievo geometrico, materico e strutturale del manufatto e delle opere idrauliche.
Censimento del verdeIdentificazione botanica, stato fitosanitario e criteri di conservazione e gestione.
Verifiche idraulichePortate, regime del corso d'acqua, sicurezza e compatibilità della ruota.
AutorizzazioniVerifiche urbanistiche, paesaggistiche, ambientali, strutturali e patrimoniali.
Accessibilità e sicurezzaPercorsi, steccati, protezioni, illuminazione e fruibilità pubblica.
La richiesta all'Amministrazione
Si propone all'Amministrazione Comunale di avviare un percorso di approfondimento tecnico e progettuale per la tutela, il recupero e la valorizzazione del vecchio mulino e delle aree connesse, verificando la fattibilità di un piccolo Parco dell'Acqua, della Natura e dell'Energia aperto alla comunità.
Si chiede inoltre di attivarsi tempestivamente per verificare i requisiti e predisporre la partecipazione al bando di Regione Lombardia «Recupero dei mulini storici della Lombardia – Anni 2026-2028» (L.R. 9/2026; criteri approvati con D.G.R. XII/6480 del 13 luglio 2026), destinato anche agli enti pubblici e finalizzato al recupero, alla manutenzione e alla valorizzazione dei mulini storici. Secondo quanto indicato nell'istanza, il contributo è a fondo perduto, fino al 50% delle spese ammissibili e per un massimo di € 25.000; termini, modalità e requisiti saranno quelli fissati dal bando attuativo.